SOS Tech Neck: ritrovare spazio nel collo per alleggerire il viso.

Il ponte invisibile tra postura, tensioni e benessere del volto.

BELLEZZA

Nicole Furia

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Il Tech Neck, o “collo da tecnologia”, è sempre più comune e può accompagnarsi a tensioni cervicali, spalle chiuse e rigidità che influenzano il nostro benessere quotidiano. In questo articolo scopriamo il legame tra postura, collo e viso attraverso l’approccio somatico al Face Yoga. Dalla consapevolezza della posizione della testa al rilascio delle tensioni, fino a una breve sequenza di tre minuti per collo, spalle e mandibola, piccoli gesti per ritrovare maggiore comfort, libertà di movimento e armonia nell’espressione del viso.

SOS Tech Neck: ritrovare spazio nel collo per alleggerire il viso.

Il ponte invisibile tra postura, tensioni e benessere del volto.

Lo chiamano Tech Neck, il “collo da tecnologia”. È il nome ormai diffuso per descrivere le tensioni che possono accompagnare le lunghe ore trascorse davanti a uno schermo, con la testa inclinata in avanti e le spalle chiuse.

È una dinamica in cui scivoliamo tutte e tutti senza rendercene conto decine di volte al giorno: la testa proiettata verso il monitor, lo sguardo costantemente abbassato sul telefono e la cassa toracica che, lentamente, tende a incavarsi.  Spesso, quando a fine giornata ci guardiamo allo specchio e notiamo una sensazione di pesantezza lungo la linea della mandibola o uno sguardo affaticato, la nostra reazione istintiva è cercare una risposta cosmetica: un siero più concentrato, una crema dalla texture diversa o un automassaggio energico concentrato solo sui tratti del volto.

Eppure il viso non finisce dove termina la mandibola.

Il nostro volto poggia su un vero e proprio piedistallo composto da collo, muscoli trapezi, spalle e torace. Tutto ciò che accade sotto la linea del mento influenza direttamente come sentiamo, muoviamo e viviamo la nostra espressione. Prima ancora di chiederci cosa fare direttamente sul viso, vale la pena fare una pausa e osservare come il corpo sta sostenendo la nostra testa in questo momento.

Io ho una relazione complicata con la mia postura da quando sono bambina. Mio papà, durante gli anni dell’università, scherzando mi chiamava “Gobetta”, perché non avevo per niente un bel modo di stare seduta a studiare. Questa abitudine poi si rifletteva nel camminare, nel modo di sedermi alla scrivania e nelle tensioni quotidiane. Solo con le discipline olistiche, lo Yoga e il Face Yoga ho iniziato davvero a osservare la mia postura e a correggerla con dolcezza.

Dopo tutti i traslochi affrontati nella vita soffro anche di cervicale: avere piccoli strumenti corporei da tirare fuori in caso di bisogno per me è un aiuto fondamentale, e mi fa davvero piacere condividerli con voi.

Come va oggi con la mia postura? Ci sono giorni in cui sono più brava e presente, e giorni in cui lo sono meno. E i giorni “meno”, alla sera, li sento tutti sul corpo e li vedo chiaramente riflessi anche sul viso. Ma con calma, amore e tanta pazienza sono determinata ad avere più alti che bassi, e spero che questo percorso possa essere d’ispirazione anche per voi.

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