Dietro le quinte di una vita che cambia: quando anche chi insegna Face Yoga perde il proprio ritmo.

Le piccole ancore olistiche che mi hanno aiutata a superare un anno di cambiamenti.

BELLEZZA

Nicole Furia

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Cosa succede quando anche chi insegna Face Yoga attraversa un periodo di grandi cambiamenti? In questo articolo condivido il dietro le quinte di un anno di trasformazioni, tra un trasferimento in Sardegna, nuovi ritmi e momenti in cui anche il corpo e il viso hanno chiesto di rallentare. Scopriamo le piccole ancore di benessere olistico che mi hanno aiutata a ritrovare equilibrio: Face Yoga e rilascio, drenaggio linfatico, skincare minimalista, meditazione guidata e aromaterapia. Perché prendersi cura di sé non significa essere sempre perfetti o zen, ma imparare a ritrovare il proprio centro, un gesto consapevole alla volta.

Dietro le quinte di una vita che cambia: quando anche chi insegna Face Yoga perde il proprio ritmo.

Le piccole ancore olistiche che mi hanno aiutata a superare un anno di cambiamenti.

C’è un’idea diffusa, quasi scontata, che circonda chi lavora nel mondo del benessere naturale e del Face Yoga.

L’immaginario comune tende a dipingerci come persone che fluttuano serene sopra le turbolenze del quotidiano: sempre impeccabili davanti allo specchio, con la pelle perennemente distesa e luminosa, capaci di accogliere ogni imprevisto con un sorriso rilassato e una calma imperturbabile. Come se anni di pratica, l’ascolto somatico o la conoscenza delle discipline olistiche ci rendessero magicamente immuni allo stress, alla stanchezza o ai momenti di caos.

La verità è molto diversa: non siamo sempre zen.

E quest’anno me lo ha ricordato con una lucidità disarmante.

Non sono sicura che chi legge i miei articoli o mi ascolta sappia che questi mesi hanno portato una svolta radicale nella mia vita… anche se dire “mesi” è ormai riduttivo: tra poco sarò al giro di boa di un anno intero.

Come dico sempre, possiamo programmare l’80% della nostra vita, ma c’è un 20% che rimane sempre inaspettato. E attenzione: quel 20% non è necessariamente negativo, anzi, a volte sa sorprenderci nei modi più belli.

È andata proprio così quando io e il mio compagno abbiamo deciso di fare il grande salto: impacchettare una vita intera, salutare luoghi e abitudini radicate e trasferirci in un’altra regione per costruire un capitolo quotidiano completamente nuovo.

Finché il cambiamento è solo un progetto disegnato a tavolino è tutto entusiasmante… ma poi, all’improvviso, il sogno si scontra con la realtà pratica. Arrivano le rotture burocratiche infinite, gli imprevisti che si accumulano a catena, la casa temporaneamente sottosopra, il decluttering più estremo che si possa fare e centinaia — non sto scherzando! — di scatoloni da riempire, caricare, scaricare e poi svuotare di nuovo.

(Spoiler: a distanza di un anno alcune cose sono ancora dentro gli scatoloni… il che, per una precisina come me, richiede un esercizio quotidiano di pazienza infinita).

E siccome non è la prima volta che mi trovo a ricominciare da zero — se mi seguite da un po’ sapete quanto spesso citi la famosa Boutique & Spa a Londra e la vita che facevo lì — ho pensato che potesse essere bello condividere con voi alcuni dei piccoli trucchetti e delle ancore che mi hanno permesso di attraversare le acque agitate di questo cambiamento.

(Poi, alla fine, vi dico ufficialmente dove mi sono trasferita, anche se dalle foto che ho condiviso forse il paesaggio parla già da solo!).

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